marzo 2009


Nasce da una collaborazione tra Sblu_spazioalbello e Fila, la mostra “Lapis Ludica – quindici artisti e una matita” che proporrà un dialogo sinergico e variegato tra quindici artisti di età, provenienza e linguaggi artistici eterogenei che hanno interrogato la propria creatività sul tema della matita, intesa non tanto come “strumento del mestiere” ma come soggetto espressivo. “Lapis Ludica” aprirà i battenti il 15 aprile alle 18 nella Sala Solari a Palazzo delle Stelline, Milano.

Da oggetto di uso comune, la matita diventa protagonista nel lavoro di Adalberto Borioli, Loriana Castano, Patrizia Comand, José Molina e Thula pittori; Grazia Gabbini e Gualtiero Mocenni scultori; Lucio Barbuio graphic designer; Nicola Bettale e Michael Loos fotografi; Paolo Dalponte illustratore; Sugo Design di Andrea Gallo e Nicola Moretti motion designer, Chen Li e Simonetta Ferrante calligrafe, Federica Moretti fashion designer.

Sarà possibile visitare la mostra, con ingresso libero, fino al 20 aprile dalle 10 alle 19.

David Stoupakis inaugura il primo di una lunga (si spera) serie di post dedicati ai giovani talenti USA, noti o meno noti qui da noi, con cui è stato amore a prima vista. In più è l’autore della copertina di See you on the other side, album del 2005 dei Korn, quindi, non poteva certo non esser citato.

Vagamente allucinato (giusto un tantino) e anche un po’ gotico (tendente al dark spinto) ma di doti ne ha parecchie.
Non c’è dubbio che siano opere che colpiscono per le particolari atmosfere, così cupe e paurosamente tetre, e per i soggetti che spesso sfiorano il blasfemo, ma comunque frutto di una genialità innata al limite del normale, forse, a metà tra un pittore fiammingo e il visionario Goya, genialità, che non è certo sfuggita ad una giovane (ma già esperta) galleria romana, la Dorothy Circus Gallery che lo aveva inserito nella collettiva Inside Nostolghia.

Prossimamente American Style II.

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Sono semplici strumenti da lavoro, presentati in modo feroce ed ineluttabile ma nello stesso tempo dissimulati dal segno verticale e sporco, i protagonisti delle opere di Gianni Politi presentati nell’ambito della mostra “I tool U” che aprirà i battenti il 3 aprile alle 20 (l’inaugurazione, però, è solo su invito) e proseguirà dal 4 al 30 aprile presso la galleria CO2 contemporary art di Roma.

Grafite su carta intelata e fusaggini su carta da spolvero sono le tecniche di cui Gianni Politi, nato a Roma nel 1986, si serve per rappresentare in chiave bidimensionale oggetti innocui e di uso comune che, privati della loro funzione primaria e in virtù della gestualità marcata e quasi esasperata del segno, assumono una diversa valenza e una nuova violenza. In questo modo la terza dimensione torna a sconvolgerci, non tanto in termini di profondità quanto come elemento che dalla tela emerge per aggredire il nostro sguardo, restituendo peso a ciò che era diventato sottile.

Materiali eterogenei e tecniche diverse sono la base delle opere presentate in mostra, non solo disegni ma anche installazioni, due delle quali site specific: Child trap e Chocolaterie Lourde, citazione di un pezzo per chitarra degli anni ’40 di Django Reinhardt intitolato Artillerie Lourde.

locandinahumanrightsnights2009In-differenza è il titolo della 9a edizione del Festival Human Rights Nights, evento dedicato all’arte, al cinema, alla musica e molto altro, il cui tema centrale sono i diritti umani. Un’iniziativa che, attraverso la multidisciplinarità, ci invita a vivere in armonia e con rispetto nella nostra società multirazziale in cui le differenze devono diventare indifferenze, non come termine negativo ma riferito alla pacifica convivenza che scaturisce da una situazione di normalità.

Esplicative le parole che si leggono sul sito della manifestazione “che uno sia brutto o bello, o qualsiasi sia il proprio orientamento sessuale, la propria spiritualità o la propria espressione linguistica, o comunque la propria apparenza qualsiasi essa sia, una persona dovrebbe avere il diritto di camminare per la strada senza necessariamente essere sempre ‘guardato’, o sentirsi di dovere impersonare una performance della propria ‘diversità’”.

Il festival si svolge principalmente a Bologna (con dislocazione anche a Forlì) fino al 5 Aprile in diverse sedi tra cui il Cinema Lumiére (HRNs Cafè) dove verranno proiettati i film e i cortometraggi in programma ma anche i vari concerti e gli eventi culturali che avranno come ambientazione il cortile del cinema; l’Aula Magna di Santa Lucia in cui si svolgerà l’incontro con il Premio Nobel per la letteratura 1996 Wislawa Szymborska che, insieme al convegno Città Plurali, rappresenta uno dei più importanti incontri del festival; e molte altre.

Human Rights Nights Arte si dislocherà in diversi siti: il Cortile d’Onore di Palazzo Accurso ospiterà l’opera N’Diata di Antonello Paladino, artista che partecipa anche alla mostra d’arte contemporanea Humano divisa tra gli spazi de I Portici Hotel e il Quarto Spazio del DMS alla Manifattura delle Arti. Alexandros Yiorkadjis, Dim Sampaio, Francesco Geronazzo, Juliana Gomez, Luigi Russo, Irene Maria Di Palma, Daniela Spagna Musso, Natasha Wilms, Antonello Paladino sono gli artisti che partecipano ad Humano con opere diverse per fattezze e concepimento ma unite da un forte senso di umanità.

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Forse non è esattamente un artista emergente dato il numero di mostre che ha realizzato e di cui mi sarebbe piaciuto parlarvi, se non fosse che il suo sito è interamente scritto in norvegese, in rete le notizie scarseggiano e pur avendo provato a contattarlo non siamo riuscite nell’intento di portarvi la sua testimonianza diretta. Sto parlando di Rune Guneriussen, che in Norvegia è nato nel 1977.

Eserciti compatti, incontri romantici, marce trionfali. Ma anche scontri furiosi e contatti furtivi. L’ambientazione, tranne qualche eccezione, è data dallo spettacolare e algido paesaggio naturale nordico. Ma i protagonisti di queste messe in scena fotografiche non sono guerrieri ed amanti in carne ed ossa bensì telefoni, coloratissime abat-jour e sedie dalle linee minimali.

Spettacolari in particolar modo sono le fotografie scattate nell’atmosfera bluastra del crepuscolo. Tutto questo, e anche di più, è il surreale e curioso mondo di Rune. In mancanza, purtroppo, di altre informazioni, rifatevi gli occhi con le sue splendide immagini e soprattutto fate viaggiare la fantasia.

image002Ha inaugurato ieri la mostra dedicata ai vincitori delle tre edizioni del Concorso Internazionale Federculture per Giovani Artisti “Centro-Periferia” (2006/2007 – 2007/2008 – 2008/2009). La collettiva ha come sede il Complesso di Vicolo Valdina a Roma, che fa capo alla Camera dei Deputati ed è visitabile fino al 3 Aprile.

Nuove Creatività nel mondo offre la possibilità di osservare più da vicino i nuovi talenti italiani e stranieri e la promozione dell’evento da parte di un’istituzione del calibro della Camera ci fa ben sperare in una nuova e positiva apertura verso il campo artistico, troppo spesso messo da parte, e soprattutto in un più proficuo aiuto da parte degli enti statali nei confronti dei giovani artisti.

Giovani artisti che in questo caso rispondono al nome di: Paolo Angelosanto, Tuomo Rosenlund, Francesco Mernini, Alessandro Scarabello, Enrico Tealdi, Vineta Kaulaka, Nicola Bettale, German Lagna, Maria Chiara Calvani, Estefanìa Cipriani, Anja Puntari, Guldane Araz.

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Torna per la sua seconda edizione, con una veste rinnovata anche nel nome, quella che abbiamo conosciuto lo scorso anno come ARTEcontemporaneamodernaROMA e che quest’anno si chiamerà ArtO’_International Art Fair in Open City.

Stessa location, il Palazzo dei Congressi di Roma, le cui forme razionaliste faranno da scenario, dal 3 al 5 aprile, alle proposte dei 70 espositori selezionati dal direttore artistico, Raffaele Gavarro, e dal suo team di curatori impegnati a scandagliare lo scenario artistico internazionale per portare alla luce le ricerche più innovative e sperimentali.

Accanto alle gallerie, riviste e case editrici specializzate in pubblicazioni inerenti l’arte contemporanea insieme alla possibilità di visitare i desk dei musei internazionali maggiormente attivi nel campo della ricerca. E poi dibattiti, programmi pensati per i collezionisti e due premi destinati ad un artista italiano e ad uno straniero, entrambi under 35.

La manifestazione fa il paio con quella che si svolgerà esattamente (o quasi) negli stessi giorni in un’altra zona di Roma, ovvero Roma – The Road to Contemporary Art.

Per il terzo capitolo di Contemporaneo Urbano non potevo non presentare Primoz Bizjac, giovane fotografo sloveno ed oggetto della mia attenzione fin dalle origini della mia tesi.

Nelle sue opere predilige particolari aree, molto spesso ex strutture, che enfatizzino maggiormente il concetto di cambiamento; le città sono in continuo mutamento, a volte lo si percepisce in modo eclatante, altre è impercettibile, ma continua ad esserci e non dipende solo ed esclusivamente dall’uomo. Nelle sue foto, infatti, non si riscontra nessun tipo di attività umana e, questa assenza, fa risaltare ancor più l’imponenza e l’importanza dei luoghi, troppe volte prevaricata dalle esigenze delle persone.

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Sono due gli appuntamenti romani da non perdere in questo inizio di primavera. Sto parlano di Roma-The Road to Contemporary Art e ArtO’_International Art Fair in Open City, entrambe alla seconda edizione. Ad ArtO’ sarà dedicato un articolo nella giornata di domani.

Offrendo terreno fertile all’incontro tra la magnificenza di due palazzi storici e la ricerca sperimentale di artisti e gallerie internazionali, Roma si svolgerà dal 2 al 5 aprile tra il Palazzo delle Esposizioni e Palazzo Venezia. Due sono anche i nuclei principali dell’evento: The Fair, sezione dedicata alle gallerie d’arte contemporanea fondate prima del dicembre 2002, e Stargate, aperta invece a quelle nate dal gennaio 2003. E c’è spazio anche per le gallerie giovanissime, attive da meno di tre anni, con la sezione Start-up.

Roma prevederà anche una serie di altri eventi, sparsi sul territorio capitolino: Palazzo Barberini ospita Cose mai viste, a cura di Achille Bonito Oliva, dedicato alle collezioni private degli artisti; Solo al buio, ai Mercati di Traiano, è una selezione di video e light box; Mediterranean a Palazzo Rospigliosi, dedicato alla giovane arte del Mediterraneo; Senza rete a Santo Spirito in Sassia è dedicato invece alla sperimentazione e alla contaminazione linguistica; Accademia delle Accademie, al Tempio di Adriano, riunisce infine tutte le accademie straniere attive a Roma nel campo delle arti visive e che offrono programmi di residenza per artisti.

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Sono ironiche e dissacranti le bamboline di Michela Muserra, nata a Foggia nel 1975 ma residente ormai da diversi anni a New York; prendono in giro se stesse ma sopratutto i falsi miti di cui tutti, oggi, sono succubi. Gli stereotipi della perfetta ragazza, si trasformano in una parodia dell’ideale stesso, divenendone una sua sarcastica riproduzione, forse un po’ macabra ma d’effetto.

Occhi grandi e bocche sempre sorridenti, anche nelle situazioni più assurde…restano impassibili pur trovandosi ad animare scenette surreali in cui il protagonista assoluto è l’io, l’ego dominante che vuole mettersi in mostra a tutti i costi…l’artista ci ricorda questa presenza costante e, a volte, ingombrante, mettendo in ogni sua opera la scritta “self” come fosse un marchio di fabbrica di cui non possiamo fare a meno.

Fino al 26 Marzo è possibili visionare alcune opere dell’artista presso la Galleria Spazioinmostra di Milano.

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