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“[..]Quanta obbedienza, quanta osservanza,
Quella misura che si deve ottenere
Tra le pareti che ingoiano violenza
Così invisibile che non vuoi sapere.
[…]A porte chiuse l’incubo
Domestico imprevisto è gelido.
Gente tranquilla giurano
Gente che chiedeva dove andremo a finire”

Così cantava Samuel dei Subsonica qualche tempo fa nella canzone Gente Tranquilla, sottolineando quanto a volte ciò che sembra non è. E proprio a questo si legano le opere di Annalisa Pirovano: esse rivelano ciò che accade in normali case, fatte di apparenza, dentro le quali, poi, si consumano violenze silenziose.
Nata ad Erba 31 anni fa, nei suoi lavori, esposti fino all’11 Aprile alla Galleria Obraz di Milano, è proprio la serie “Gente Tranquilla” a dominare; tutto sembra rimandare a consueti gesti ma l’insolita quiete che aleggia tra le mura domestiche si fa presagio di possibili tragedie.
È in quell’assenza di interesse per ciò che accade intorno e in quello sguardo puntato dritto verso lo spettatore che sta la chiave del mistero ed è come se d’improvviso qualcosa si rompesse.