Alessandra è molto simpatica ed è stato un piacere parlarvene. Non solo, ma ho approfittato della sua disponibilità per invitarla al nostro appuntamento con le interviste. Lei non si è tirata indietro e ha risposto in modo molto spontaneo e diretto alle mie domande. Ciò che segue è il nostro piacevole incontro virtuale e qualcun’altra delle sue opere.

Sei giovanissima e hai già tanta esperienza. Quando hai iniziato esattamente a disegnare? E quando hai capito che stava diventando una cosa seria per il tuo futuro?
Beh io disegno da sempre… Come tutti i bambini del resto, tutti disegnamo da piccoli, solo che poi a me ha iniziato a piacere parecchio..E così ho continuato! Quando facevo le elementari vidi per la prima volta uno di quei magnifici “dietro le quinte” dei film Disney, e da lì mi misi in testa che quello sarebbe stato il mio futuro… Da brava testona non ho più cambiato idea (e tuttora penso che lavorare ad un film d’animazione sarebbe la realizzazione totale della mia vita!!…Soprattutto se si trattasse di un film in stop-motion!)

Descrivimi il tuo lavoro e le tecniche che utilizzi.
Il mio è un lavoro altalenante e un po’ lunatico…Nel senso che alterna momenti di calma piatta (che odio) a momenti di caos in cui non so come potrei mai riuscire a gestire tutto contemporaneamente. Se poi aggiungi il fatto che devo star dietro anche alle mie lune e ai giorni in cui non riesco a portare a termine una tavola (come oggi ad esempio…Che rabbia!!), è davvero molto più complicato di quanto uno immagini. Però è il lavoro della mia vita, lo adoro, ed è divertente! Soprattutto quando mi ritrovo a pasticciare!! Io uso una tecnica mista di acrilico, acquerello, olio, penna, matita, forbici, colla, carta, sale, caffè…E poi anche foglie, piume, ago e filo…Un bel calderone, insomma!

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Mmh..Allora, in generale un po’ tutto quello che mi circonda, i miei 6 gatti, il circo, le bambole, l’era vittoriana…E poi il Pop-Surrealismo (Mark Ryden, Koe Sorren e Scott Musgrove su tutti! )

Quanto tempo impieghi per realizzare i tuoi lavori?
Beh dipende…In media dalle 2 ore per le illustrazioni più piccole alle 3 settimane/un mese per i quadri più grandi a olio.

Che cosa vuoi trasmettere attraverso la tua arte?
Mmmh…Se posso essere sincera io non punto ad essere troppo “concettuale” nei miei disegni…Forse questo deriva anche dal fatto che principalmente sono un’illustratrice ed ho modo di comunicare semplice che finisce per riflettersi anche sui miei quadri in generale. Dipingo cose che mi piacciono, cose che mi frullano per la testa lì per lì, le appunto in uno schizzo e poi le rielaboro…Racconto me stessa perché è ciò che conosco meglio. Cosa trasmetto e se trasmetto qualcosa non posso essere io a dirlo, ma chi guarderà i miei lavori.

Come mai ti sei dedicata in modo particolare alle illustrazioni per bambini?
E’ un mondo che ho scoperto frequentando lo Ied…Se pensi che ho intrapreso gli studi decisa a diventare illustratrice fantasy! Poi però il corso di illustrazione per bambini è stato quello che ha tirato fuori davvero il meglio di me e quello che mi ha fatto divertire di più! Poi dopo essere stata per la prima volta alla fiera del libro per ragazzi a Bologna ho deciso che era amore…E che avrei intrapreso quella strada.

Ritieni che sia dato sufficiente spazio agli artisti nei canali istituzionali? Come ritieni che si possano superare i limiti dell’arte ufficiale?
Beh la gavetta è dura e lunga, ma non ha mai fatto male a nessuno. Diciamo che in generale qui da noi si dà poco spazio agli emergenti e c’è una tendenza a cercare fuori dall’Italia i talenti che magari si hanno anche sotto il naso (e a snobbarli quando questi bussano alla tua porta)…Non che io sia una nazionalista, però è un peccato accorgersi per esempio che prima di farsi notare e pubblicare (o prima di poter esporre in galleria) qui da noi bisogna farsi conoscere all’estero. Ma così è…E a me non dispiace girare il mondo, perciò…
Detto questo, sembra che qui da noi essere “artisti famosi” da giovani (o da vivi) sia un’impresa molto ardua, ma ci sono movimenti artistici, come il Pop Surrealismo appunto, negli USA che hanno esponenti molto giovani…Anche se per il momento è ancora una corrente un pò “di nicchia”, o almeno qui in Italia non è conosciutissima per il momento.
La chiave per spalancare il portone secolare dell’Arte al momento ancora non ce l’ho, quindi non saprei che altro fare se non andare avanti con la testa dura!

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Allora…Ho scoperto da poco che come autore si guadagna piuttosto bene…Non me ne vogliano gli scrittori ma per la mia esperienza ho trovato molto più “fisicamente” faticoso illustrare un libro per bambini che scriverlo, anche se lo scrittore spesso guadagna tanto quanto l’illustratore. Ragion per cui mi sono prefissata l’obiettivo di scrivermi le mie storie da sola, così guadagno di più sia in pagamento che in divertimento e libertà! Ho già due progetti-libro pronti ed il mio editore francese si è mostrato interessato, poi tra pochi giorni ci sarà la fiera del libro per ragazzi a Bologna e li proporrò anche lì. E poi…Vorrei aver più tempo per portare a avanti e far crescere la mia linea di prodotti fatti a mano basati sulle mie illustrazioni…E conquistare il mondo ovviamente!! (“Che cosa facciamo stasera Proff? Quello che facciamo sempre, Mignolo!”)