aprile 2009


cosiLa prima cosa che viene alla mente leggendo questo titolo, Così lontano così vicino, è il film del regista tedesco Wim Wenders del 1993, ma in realtà si tratta di un’interessante mostra presso il Centro Culture Contemporanee al Pigneto, noto quartiere romano.

L’esposizione è curata da Elena Del Drago e vede come protagonisti Julia Polidoro, Pietro Ruffo e Marinella Senatore, giovani artisti italiani che hanno realizzato le loro opere appositamente per l’evento.

Ricordando la trama dell’omonimo film, a volte le cose che ci appaiono distanti non lo sono affatto e comunque non più di certe che ci sono molto prossime;  si legge, infatti, nel comunicato stampa “lo sguardo si sofferma sulla più privata e minimale realtà oppure spazia fino ad abbracciare tematiche universali, persino politiche, e improvvisamente le prospettive si capovolgono: cio’ che e’ distante appare riconoscibile, mentre le dinamiche piu’ note diventano incomprensibili“.

La mostra ha inaugurato il 23 Aprile ed è visitabile fino al 18 Maggio del martedì al sabato dalle 15 alle 20 o su appuntamento.

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Vanitas - Interiores

Ho conosciuto l’opera di Fernando Vicente a partire dalla sua produzione più recente, la serie Vanitas, una galleria di acrilici su tela a metà strada tra il ritratto e l’illustrazione scientifica. Stridente è il contrasto tra l’eleganza minimale dei mezzibusti nudi o vestiti di nero e il segreto fatto di muscoli, tendini e organi che essi ci mostrano con estrema sensualità. Con le loro pose seducenti, ben definite contro lo sfondo neutro e sempre identico, questi ritratti disturbano e nello stesso tempo ammaliano, ricordando i disegni anatomici di Leonardo.

La vasta opera di Vicente, spagnolo di Madrid attivo dagli anni ’80 e collaboratore del quotidiano «El Pais», si struttura attraverso serie molteplici basate sull’incontro tra pittura e illustrazione. Particolarmente interessante la sezione intitolata Prensa, oltre a quelle dei Retratos (vagamente caricaturali) e delle Foto-illustraciòn.

Vicente espone con le gallerie Sen e Sins Entido di Madrid e cura, oltre al sito, anche tre blog: il primo porta semplicemente il suo nome ed è una sorta di diario aggiornato con i lavori più recenti; il secondo, Pin-ups, è dedicato alle sue “ragazze”, che ampio spazio occupano nella sua produzione; il terzo, Vanitas, riguarda invece l’opera omonima. Nella nostra gallery troverete un assaggio della produzione di Vicente, con particolare attenzione alle serie più interessanti, Vanitas in primo luogo.

flyerShadi Ghadirian è nata nel 1974 a Teheran, dove tutt’ora vive e lavora. Il suo percorso artistico si nutre della cultura dell’Iran, segnato da un passato di guerre nonchè dalla difficile condizione della donna. Il titolo della personale che la galleria romana CO2 contemporary art ospiterà dall’8 maggio al 30 giugno (inaugurazione su invito il 7 maggio alle ore 19), “Ghost gifts”, ironizza in modo amaro proprio su quello che è il retaggio della guerra, sui suoi “doni”.

Ecco che allora sulla scena compaiono oggetti bellici come proiettili e maschere a gas, elegantemente presentati contro sfondi di un bianco accecante e resi meno brutali attraverso un delicato fiocco rosso, oppure mischiati ai giocattoli, simboli di un’innocenza e di una spensieratezza irrimediabilmente violate. La grammatica della guerra viene in questo modo filtrata e reinterpretata in chiave sovversiva e originale. La mostra, curata da Silvia Cirelli, è una selezione delle ultime due serie fotografiche di Shadi Ghadirian, Nil Nil e White square, entrambe datate 2008.

Come recita il comunicato stampa le opere della giovane artista iraniana sono l’esempio di come, almeno con il potere dell’immaginazione e della creatività, così come con la forza della speranza, l’uomo ha il potere di manipolare la realtà, debilitando anche un concetto tanto doloroso, quanto quello della guerra”.

Architetto pugliese, 27 anni, vive e lavora stabilmente da anni a Roma. Oggi Vis-à-vis presenta Linda Aquaro, giovane artista, eclettica e in continua evoluzione; le piace sperimentare e trovare nuovi metodi di comunicazione artistica.

Conosciamola meglio…

1. Qual è stata la tua formazione e come ti sei avvicinato all’arte in generale e al genere che pratichi in particolare?

Il disegno e la pittura sono sempre stati il mio mondo. Per questo non credo che il mio percorso si possa definire di avvicinamento,quanto di accrescimento. Fin da piccola ero consapevole di questa capacità e l’ho sviluppata in maniera del tutto naturale. Sicuramente frequentando l’istituto d’arte ho potuto dare delle solide basi teorico-pratiche alle mie ricerche future. Frequentare questa scuola per me è stato importante. Infatti proprio grazie ai corsi frequentati in quegli anni mi sono appassionata ad una delle tecniche che più utilizzo oggi,ovvero il collage. Questa tecnica è fortemente legata al tradizione pugliese, e con il tempo io l’ho riadattata all’ambito pittorico più che scultoreo. All’inizio infatti,i miei interessi in campo artistico facevano sperare alla formazione accademica e alla scultura più che alla pittura: l’aspetto plastico della materia mi ha sempre più affascinato rispetto a quello pittorico,devo dire. Successivamente ho ripiegato senza rimpianti verso l’architettura che ha soddisfatto,in questo senso,la ricerca plastica e tridimensionale che mi ero prefissata di portare avanti. Dedicarmi a due ambiti cosi vicini ma allo stesso tempo cosi differenti, è stata sicuramente una scelta fortunata:gli influssi da una parte e dall’altra sono stati inevitabili,e sempre motivo di stimolo e accrescimento. Agli inizi della mia attività pittorica,infatti privilegiavo soggetti figurativi,successivamente architettura e figura umana e la commistione fra le due è stata oggetto per me di diverse opere.

(altro…)

Mimmo Rotella - Gioventù bruciataSi chiama Digital Direction_Contest 2009 ed è un concorso internazionale rivolto a giovani artisti, italiani e non purchè under 35, ideato e diretto da Gilberto Caleffi nell’ambito di Direct Digital, evento dedicato all’arte contemporanea e alla cultura digitale, in programma dal 30 maggio al 28 giugno tra le città di Modena e Carpi.

Come da regolamento, il contest chiede ai partecipanti di sottoporre al giudizio di una giuria selezionata il loro lavoro, ovvero una rivisitazione originale in chiave rigorosamente digitale di una fra quattro famose opere di Mimmo Rotella, raffiguranti rispettivamente Marilyn Monroe, Elvis Presley, James Dean e Marlon Brando. Le sezioni in cui sarà possibile includere il proprio lavoro sono: computer art, digital art, electronic art, generative art, interactive art, internet art, robotic art, software art, sound art, video art, virtual art, videogame art. Sono esclusi lavori fotografici, a meno che siano combinati con altri media digitali.

Una volta effettuata l’iscrizione al sito dedicato al contest sarà possibile procedere alle fasi successive, senza dimenticare che la deadline è fissata per il 10 maggio. La premiazione dei vincitori del Digital Direction_Contest 2009, che vedranno le loro opere accanto agli originali di Mimmo Rotella, avrà luogo il 30 maggio 2009 durante il vernissage di Direct Digital a Palazzo dei Pio a Carpi.

via | NextExit

nuovo_riciclato

Francesca Adamini, Rika Akahori, Emilia Castioni, Sofia Chkheidze, Marta Fumagalli, Sanja Lasic, Isabella Mara, Riccardo Pirovano, Nicola Torcoli sono gli artisti che hanno dato vita alla mostra collettiva Nuovo Riciclato, esposizione a cura di Marina Bignami e Ylbert Durishti  presso lo spazio Taccori di Milano.

Riciclo, dunque, di idee, di immagini ma sopratutto di ricordi, verso nuovi orizzonti, forse troppo incerti…e l’incertezza è espressa dai vari media usati per la realizzazione delle opere esposte, media che si mescolano alla cultura di chi li usa, di chi “si ricicla” creando nuove alternative di se stessi.

Fino al 30 Aprile.

L’altro giorno, curiosando tra uno scaffale e l’altro di una libreria del centro, tra fotografia e arte, mi è capitato in mano un bel libro massiccio dal titolo Graffiti Women; lo avevo visto già altre volte ma non mi era mai capitata la possibilità di sfogliarlo, causa cellofan sigillato.

A questo punto, sicuramente, vi sarà passato per la mente che di street art non ne potete più, che è diventata il fenomeno del momento e che è di moda…beh, probabilmente è così, ma Swoon, trentenne newyorkese, ha catturato la mia attenzione per la sua non convenzionalità.

Le sue opere, perché è solo così che si potrebbero definire e guardando la gallery ve ne renderete conto, sono piccoli capolavori artistici che fanno della vita quotidiana il loro emblema. Usa carta di giornale riciclata, molto sottile, sulla quale crea le sue composizioni e, dopo averle ritagliate, se ne va in giro per la città cercando un posto dove attaccarle; essendo carta, il deterioramento, specialmente all’aperto, è sicuro ma capita spesso che, altri artisti, le reintegrino nei loro lavori dandogli una nuova forma.

Dopo anni di “illegalità artistica” approda al Moma e al Brooklyn Museum, oltre a partecipare a numerosi progetti con altri artisti.

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