Ritratto di Marina Abramovic - 2005Il bianco totale del Maud di via Capo d’Africa a Roma fa da cornice, fino al 25 aprile 3 maggio, ai dieci “Narcisi senza fiato” (questo il titolo della mostra) di Mariateresa Marino, nata in Basilicata 26 anni fa, formatasi all’Accademia di belle arti di Lecce e ora attiva a Roma.

Al centro di questi dipinti (alcuni inediti), frutto di un talento straordinario e di una pittura che si costruisce nel suo farsi, priva di un disegno preparatorio, sono i volti di artisti noti del passato e del presente ai quali Mariateresa si sente in qualche modo debitrice. Ciò è particolarmente vero per Andy Warhol, protagonista incontrastato della mostra fin dall’ingresso.

Sconvolgenti e ossessivi sono gli occhi, gli sguardi di questi ritratti, assolutamente vivi e taglienti, liquidi e reali, capaci di inchiodare lo spettatore. A proiettarli in una dimensione quasi ultraterrena sono gli sfondi in foglia d’oro e d’argento che richiamano alla mente le icone sacre: un modo per idealizzare ed eternare, paradossale quando è associato ai visi di esseri viventi.

Il processo che porta alla nascita di queste tele scaturisce da immagini fotografiche usate come spunto iniziale e si snoda pennellata dopo pennellata, indulgendo talvolta in zone di non finito che rendono in qualche modo questa pittura nuda, sincera, cruda. Le immagini che vedete nella galleria non rendono minimamente la forza e la carica emotiva di queste opere, che richiamano il linguaggio di Francis Bacon. Il tempo stringe. Io vi consiglio di affrettarvi.