L’altro giorno, curiosando tra uno scaffale e l’altro di una libreria del centro, tra fotografia e arte, mi è capitato in mano un bel libro massiccio dal titolo Graffiti Women; lo avevo visto già altre volte ma non mi era mai capitata la possibilità di sfogliarlo, causa cellofan sigillato.

A questo punto, sicuramente, vi sarà passato per la mente che di street art non ne potete più, che è diventata il fenomeno del momento e che è di moda…beh, probabilmente è così, ma Swoon, trentenne newyorkese, ha catturato la mia attenzione per la sua non convenzionalità.

Le sue opere, perché è solo così che si potrebbero definire e guardando la gallery ve ne renderete conto, sono piccoli capolavori artistici che fanno della vita quotidiana il loro emblema. Usa carta di giornale riciclata, molto sottile, sulla quale crea le sue composizioni e, dopo averle ritagliate, se ne va in giro per la città cercando un posto dove attaccarle; essendo carta, il deterioramento, specialmente all’aperto, è sicuro ma capita spesso che, altri artisti, le reintegrino nei loro lavori dandogli una nuova forma.

Dopo anni di “illegalità artistica” approda al Moma e al Brooklyn Museum, oltre a partecipare a numerosi progetti con altri artisti.