Giovane artista romana, classe ’77, Francesca Aristei si propone al pubblico con opere affascinanti, complesse e maliziose ripercorrendo, con il pennello, scene retrò tratte da vecchi e polverosi dagherrotipi. Da citare l’interessante mostra Glokal svoltasi lo scorso anno presso il Comune di Frontone realizzata dall’Aristei insieme ad un altro giovane artista, Roberto Pavoni, per presentare un progetto creato interamente in loco nel corso dei mesi precedenti: una raccolta di 30 dipinti-ritratto degli abitanti del Comune.

Per meglio approfondire il lavoro di questa artista seguite l’intervista…

1. Quale è stata la tua formazione e come ti sei avvicinata all’arte in generale e al genere che pratichi in particolare?


Ho iniziato gli studi artistici nell’Accademia di Belle Arti di Roma, nel corso di Decorazione tenuto dal Maestro Gino Marotta. Sono dovuta partire da zero, con il tratteggio, il chiaro-scuro, il disegno dal vero, etc…Credo che alla base di ogni mestiere debba esserci una conoscenza profonda di tutto ciò che lo caratterizza, questo non toglie che il passo successivo possa essere quello di mettere tale competenze da parte o magari stravolgerle, per raggiungere qualcosa di completamente diverso.

2. Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Per quanto mi riguarda, più che fonti d’ispirazione, li definirei “stimoli”:i miei pittori preferiti, dagherrotipi, libri, film, il volto interessante di un conoscente…

3. Quali sensazioni vuoi comunicare attraverso le tue opere?

Nei miei lavori non c’è pretesa di nessun genere, nascono per gioco e per puro piacere personale.

4. Descrivi il tuo lavoro.

Figurativo, monocromo, silenzioso.

5. Quanto tempo impieghi per progettare e realizzare un’opera?

Ogni lavoro richiede tempi diversi, possono variare da un giorno ad un mese.Il lavoro più lungo comunque sta nella progettazione, foto, bozzetti e soprattutto nella preparazione della tela, rigorosamente con gesso e colla di coniglio.

6. La tua produzione artistica è composta principalmente da ritratti, cosa ti ha spinto a fare questa scelta?

Sono sempre stata affascinata dalla imprescrutabilità della mente umana. Il ritratto è per me un divertente ed efficace mezzo d’indagine in tal senso.

7. Ritieni che sia dato sufficiente spazio agli artisti nei canali istituzionali? Come Ritieni si possano superare i limiti dell’arte ufficiale?

No, ritengo che gli spazi istituzionali italiani per quanto riguarda l’arte semplicemente non esistano o piuttosto siano assolutamente inaccessibili ai più.  Ufficializzata dalle istituzioni se non di mercato, aimè.

8. Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Fare qualcosa di migliore…