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Ha 36 anni e un curriculum consistente Lorenzo Castore, protagonista fino al 15 settembre della mostra “Notebook” presentata solo qualche giorno fa alla s.t. foto libreria galleria di Roma. Nato a Firenze ma vissuto quasi da subito a Roma, Castore si è accostato alla fotografia nel ’97 ed è oggi presentato dall’agenzia e galleria Vu’ di Parigi.

Un viaggio in India sulle orme dei pellegrinaggi induisti, un altro a New York per documentare l’11 settembre, un terzo a L’Avana che gli è valso il Leica European Publishers’ Award for Photography, e poi ancora tanti lavori in giro per l’Europa e negli Stati Uniti. Due i progetti in corso: “La Terra sotto i Piedi”, presentato nelle gallerie FNAC italiane oltre che a Cracovia e Varsavia, e un reportage video-fotografico concepito anche come progetto editoriale, in collaborazione con Adam Cohen, di cui ha curato la prima personale italiana.

“Notebook” non nasce come progetto unitario ma come diario di viaggio, raccolta di appunti visivi che non vogliono documentare il quotidiano quanto piuttosto l’emozione che nasce dal contatto con la realtà. Ogni scatto è un frammento, la traccia del passaggio di qualcuno o qualcosa all’interno della vita del fotografo (“sono le persone che mi sono vicine, quelle che ho incontrato per un attimo, animali, muri, strade, nuvole, tutto”).

L’immaginazione e l’empatia dello spettatore sono gli obiettivi da sollecitare, in questo progetto scaturito dalla collaborazione con la s.t. ed evolutosi attraverso la selezione dei provini e la scelta delle foto da stampare, tutte in edizione unica ma prive di un formato unitario. Sette mesi di vita racchiusi in circa cinquanta scatti in bianco e nero dominati dalla varietà, nei soggetti, nelle pose, nel passaggio dal mosso alla messa a fuoco definita.