settembre 2009


ImagoAvendo imparato, ormai, a conoscerci, ben sapete che Art Rehab cerca di farsi portavoce e di sostenere progetti alternativi, non istutuzzionalizzati, dedicati ai giovani emergenti e, con un occhio di riguardo,  che abbiano come protagoniste talentuose artiste.

Da questa volontà proviene questa segnalazione in quanto, oggetto della nostra attenzione, oggi, è il progetto espositivo Imago Feminae inserito nella quinta edizione di Pictor in Fabula, l’annuale rassegna di pittura figurativa ed arte visiva che si svolge a Palazzo Guidobono di Tortona.

Donne che dipingono donne è l’emblematico sottotitolo che rappresenta le 12 artiste in esposizione, facendo già pregustare allo spettatore un’interessante panoramica di figure femminili raffigurate ed interpretate attraverso un severo ed ipercritico (senza generalizzazioni)  sguardo.

Non una banallizzazione nè un grido al femminismo ma una ricerca, come si legge nel comunicato stampa,  “esemplificativa delle attuali tendenze della pittura figurativa italiana delle ultime generazioni ed al tempo stesso è emblematica quale forma di rappresentazione di alcuni aspetti del complesso universo muliebre. Il mistero della femminilità viene letto e interpretato secondo differenti approcci e tecniche espressive che privilegiano la pittura ma nello stesso tempo lasciano spazio all’elaborazione fotografica, all’illustrazione, al video e alla performance.

L’evento è sostenuto dalle associazioni culturali tortonesi ARCAdiA di Paolo Lesino e Il Leone e la Rosa di Paolo Candida.

Artiste in esposizione: Vania Comoretti, Anna Madia, Daniela Montanari, Roberta Savelli, Simona Bramati, Svitlana Grebenyuk, Francesca Marzorati, Ludmilla Radchenko, Marina Buratti, Cristiana Cattaneo, Louise Beckinsale, Emilia Faro.

L’esposizione inaugurerà il 3 Ottobre dalle 18:00 alle 24:00 e sarà visitabile fino al 31 Ottobre.

via | Exibart

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log

Di solito Art Rehab predilige gli eventi che si svolgono in spazi non convenzionali e coinvolgono artisti italiani ma la nascita di Log merita attenzione. Questo nuovo spazio per l’arte contemporanea sorge infatti a Bergamo, ma l’aspetto dell’homepage del sito tradisce un gusto chiaramente internazionale.

Non a caso l’obiettivo di Log è quello di promuovere artisti stranieri pressochè sconosciuti in Italia, dando loro la possibilità di sviluppare liberamente progetti inediti.

Ad inaugurare questo nuovo spazio sarà la collettiva “Singing Yoghurt” che riunisce il lavoro di quattro artisti scozzesi che vivono e operano a Glasgow (Rob Churm, Mick Peter, Owen Piper e David Sherry) e che aprirà i battenti oggi alle 18.00. Chi si trova a Bergamo e dintorni è pregato di non mancare.

via | Exibart

Diego Della Posta - Mr.THOMS

Crack! Fumetti Dirompenti, Festival Internazionale di fumetti e arte disegnata e stampata, giunto quest’anno alla sua 5°edizione e svoltosi dal 18 al 21 giugno nella cornice del Forte Prenestino di Roma, ha dato a molti giovani talenti la possibilità di mostrare i risultati del proprio genio creativo. Alcuni di essi hanno colpito particolarmente la mia attenzione e a distanza di tempo (un bel po’, a dire il vero) mi sono decisa a mettermi in contatto con loro.

Oggi è la volta di un artista poliedrico che si descrive così: “prima writer, pittore e scultore, poi graphic designer, scenografo, decoratore per Zeffirelli e De Sica, storyboarder e layoutista per la RAI, vignettista e illustratore. Poeta delle immagini, fan dei colori, amante della libera professione e del libero pensiero.” E’ Diego Della Posta, aka Mister Thoms.

Chi è Diego Della Posta? Dove e quando è nato? E quando è nato Mister Thoms?
Diego Della Posta nasce a Roma il 23 marzo del 1979; il suo alter-ego invece, Mister Thoms , nasce esattamente diciassette anni dopo. L’impellente bisogno di far nascere questa  sua nuova identità è scaturito dalla necessità di non essere riconosciuto direttamente e, insieme, la possibilità di avere una corazza per difendersi dal mondo esterno.

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In contrasto con l’età avanzata del quartiere in cui sorge, è nata da pochi giorni al centro della Milano romana Click! Gallery, una galleria orientata verso la promozione dei nuovi nomi e delle ricerche sperimentali nel campo della fotografia, dall’analogico al digitale passando per la pittura digitale stampata su supporti fotografici eterogenei.

A capo di Click! Gallery un responsabile artistico, Chiara Canali, e uno commerciale, Lori Benzoni, i quali hanno deciso di distinguersi rispetto alle altre due gallerie milanesi dedicate alla fotografia (Photology e Carla Sozzani) che presentano l’opera di artisti già affermati. Il loro intento è infatti individuare fotografi emergenti o presentare i progetti speciali di autori italiani e stranieri.

Alle esposizioni si affianca un programma di incontri con critici e studiosi che prevede il coinvolgimento diretto degli artisti al fine di studiare il ruolo espressivo della fotografia come mezzo artistico e la sua posizione all’interno del mercato dell’arte italiana.

La stagione 2009/2010 si apre con “Notturno metafisico”, visitabile fino al 18 ottobre, una collettiva che vede riuniti 6 fotografi under 30 (Giacomo Bernasconi, Luca Casonato, Giulio Cassanelli, Daniela Cavallo, Anna Kwasny, Mario Washington) e il cui filo conduttore è il gioco tra luce e ombra, in chiave surreale e onirica: “Nello sguardo dei giovani fotografi si ritrovano vedute notturne, visionarie, fatte di toni cupi e di cieli stellati e vedute diurne più morbide e rarefatte ma racchiuse in cornici di nero infinito o squarciate da nubi improvvise che alterano la profondità fisica dell’immagine.” Da queste immagini il rapporto tra significante e significato risulta così alterato in chiave soggettiva, tale da incrinare l’oggettività del mezzo fotografico.

Aggiornamento: data la grande affluenza di pubblico, la mostra è stata prorogata fino al 31 ottobre.

24settOK front RGBL’illustrazione, il fumetto, lo stile dei tattoo, la musica: ci sono tutti gli ingredienti per prepararsi a “Punk Surrealism”, evento espositivo curato da Elsewhere factory presso il Laboratorio 51 di San Lorenzo. Dalle 19 del 24 settembre fino al 1°ottobre sarà possibile vedere i lavori di Riot Queer, Sicks, Gianni Lancellotti, Luigi Alieni e Valerio Pierbattista.

Il movimento italiano denominato Punk Surrealism nasce all’interno dell’omonima associazione culturale, dalla mente e dal cuore di Riot Queer, all’anagrafe Emiliano, illustratore e grafico romano che elabora, dopo gli studi, uno stile pittorico basato su una fusione tra arte messicana, fumetto indipendente americano, tatuaggio, feticismo, horror punk e cinema splatter. Emiliano ha collaborato con varie fanzine italiane (creandone una, Psychozine), gruppi punk e hardcore, etichette indipendenti americane, case editrici ed ha esposto in contesti nazionali e non.

Accanto a lui nella fondazione del movimento e nella creazione di Psychozine c’è Sicks, nome d’arte per Silvia Franchi, che ha avuto modo di esporre in vari contesti e che di recente ha abbandonato la pittura per darsi all’illustrazione, esperienza che le permette di lavorare nell’ambito della musica indipendente.

Nel movimento del Punk surrealism rientra, con il nome di The Seventh Life, anche Gianni Lancellotti. Formatosi come illustratore alla Scuola di Comics, presto si è allontanato dagli insegnamenti ricevuti per seguire un cammino artistico più astratto e indipendente. All’attività espositiva affianca anche lui la collaborazione con varie riviste italiane e band.

Luigi Alieni proviene da un background più “classico”: Accademia di belle arti, Accademia di moda e costume, corsi di pittura, scultura e ceramica ma anche Scuola per tatuatori. Da questa fusione di spunti nasce uno stile, il suo, che affonda le mani nelle tecniche e nei materiali più vari. Infine Valerio Pierbattista, che tratta con tinte sgargianti temi irriverenti quali la morte, il sesso, la tragedia ma anche il successo e lo fa con un linguaggio vicino alla pop art, all’espressionismo astratto e alla street art. E alla street art deve gli strumenti del mestiere: acrilici, spray e smalti.

Eugenia Vanni_Passeggiata marina, 2008, parte 1, matita su carta, gomma, 44x51 cm_Galleria Riccardo Crespi“Ognuno sa ciò che l’altro pensa” è il titolo della prima personale italiana della ventenne senese Eugenia Vanni presso la Galleria Riccardo Crespi di Milano. La mostra, inserita anche nel programma del circuito Start Milano, vede una selezione di circa 20 lavori realizzati con varie tecniche (installazione, grafica, disegni su tela) e materiali non strettamente artistici, come gomma e neon.

Caratteristica comune a questi lavori è la messa in discussione del concetto di tecnica o medium: il loro impiego da parte dell’artista è anticonvenzionale e rivisitato, come i disegni realizzati su superfici irregolari che, da reversibili, diventano indelebili. Le complicazioni legate alla resistenza dei materiali sono stimolo per la sperimentazione, aprono nuove strade creative.

A questo approccio scientifico si affianca il riferimento all’arte rinascimentale, cui Eugenia Vanni è molto legata date le sue origini. I due aspetti si traducono in strumenti di analisi della realtà, trasformando lo spazio espositivo in osservatorio, l’uomo in oggetto di studio, con la sua difficoltà ad agire, la sua paralisi (intesa in senso sociologico), il suo muoversi in bilico tra gli eventi. Come se fosse un trampoliere.

canerabbios_cracovia0409“Questa proiezione è la sintesi non ancora definitiva di dieci anni di lavoro e di una fase della mia vita. Il tentativo è quello di intrecciare la memoria collettiva con la memoria individuale, di parlare della Storia attraverso una storia, la mia, che è l’unica che conosco”: con queste parole Lorenzo Castore introduce “10 x 14 Slideshow – dieci anni in poco meno di quattordici minuti”, che verrà presentata il 22 settembre dalle 20.00 alle 23.00 a chiusura della personale “Notebook”, inaugurata il 25 giugno presso s.t. foto libreria galleria di Roma e prorogata fino al 26 settembre.

L’ultimo decennio della vita e del lavoro di Lorenzo Castore vengono così condensati in uno slideshow della durata di circa quattordici minuti, che diventa punto di fuga e di incontro tra il sé e l’altro, una convergenza tra la propria esperienza e quella dell’umanità tutta, guardando al passato e al vissuto di ciascuno per trovare una collocazione nel presente.

Per dirla ancora con Castore, “Condividere ci fa sentire meglio e parte di qualcosa di molto più alto e importante del nostro chiuso universo personale. Ci riconosciamo, siamo sulla stessa barca, e tutto all’improvviso appare commovente, patetico e un po’ ridicolo”.

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