Diego Della Posta - Mr.THOMS

Crack! Fumetti Dirompenti, Festival Internazionale di fumetti e arte disegnata e stampata, giunto quest’anno alla sua 5°edizione e svoltosi dal 18 al 21 giugno nella cornice del Forte Prenestino di Roma, ha dato a molti giovani talenti la possibilità di mostrare i risultati del proprio genio creativo. Alcuni di essi hanno colpito particolarmente la mia attenzione e a distanza di tempo (un bel po’, a dire il vero) mi sono decisa a mettermi in contatto con loro.

Oggi è la volta di un artista poliedrico che si descrive così: “prima writer, pittore e scultore, poi graphic designer, scenografo, decoratore per Zeffirelli e De Sica, storyboarder e layoutista per la RAI, vignettista e illustratore. Poeta delle immagini, fan dei colori, amante della libera professione e del libero pensiero.” E’ Diego Della Posta, aka Mister Thoms.

Chi è Diego Della Posta? Dove e quando è nato? E quando è nato Mister Thoms?
Diego Della Posta nasce a Roma il 23 marzo del 1979; il suo alter-ego invece, Mister Thoms , nasce esattamente diciassette anni dopo. L’impellente bisogno di far nascere questa  sua nuova identità è scaturito dalla necessità di non essere riconosciuto direttamente e, insieme, la possibilità di avere una corazza per difendersi dal mondo esterno.

La tua produzione è eterogenea, spazi dalla street art alla pittura alla scultura, passando per l’illustrazione, il fumetto, la scenografia e tanto altro. Qual è stata la tua formazione?
A parte il diploma in grafica pubblicitaria e vari attestati di specializzazione credo che la mia vera formazione, essendo mossa inizialmente da necessità economiche, sia stata  il cimentarmi subito nel mondo del lavoro. In questo modo ho potuto sperimentare concretamente  le molteplici tecniche e le potenzialità di questi vari mezzi d’espressione quali la scenografia, la grafica, l’illustrazione, la decorazione, i graffiti, la scultura, il fumetto e i cartoni animati. Quindi concluderei dicendo che l’esperienza è stata la mia formazione.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Le mie fonti di ispirazione sono sempre varie e mutevoli, ma principalmente sono attratto da tutto quello che si muove o comunque rappresenti dinamicità.

Il tuo linguaggio è molto ironico. Quali messaggi vuoi comunicare attraverso i tuoi lavori?
Mi è sempre piaciuto far riflettere sorridendo, esprimere concetti  o problematiche del mondo attuale trattando tematiche di un certo spessore ma senza appesantirle troppo, mettendoci sempre quella nota di ironia che riequilibra il tutto. In un costante equilibrio tra concetto e gusto estetico i messaggi che voglio comunicare sono molteplici e sfaccettati a seconda dei miei stati d’animo e delle contaminazioni che assimilo lungo il  mio viaggio.

Descrivi il tuo lavoro, le tecniche che usi e il legame tra i vari generi in cui ti esprimi.
Mmm bella domanda…proverò a rispondere con un’immagine: il mio lavoro  oggi, a distanza di tempo, lo vedo come una piccola pallina di neve che è rotolata giù da un picco altissimo e innevato. Quindi dapprima era piccola, lenta e incerta nella sua direzione, poi però man mano che è scesa è diventata  sempre più grande, forte e veloce, travolgendo e  inglobando in sé ogni cosa che ha investito. Credo che il collante che tiene bene unito il tutto sia sempre e solo “l’entusiasmo”, ma unito a questo, anche lo stupore di scoprire sempre qualcosa di nuovo, che prima non  conoscevo e che sperimentando scopro di poter governare.

Quanto tempo impieghi per progettare e realizzare una tua opera?
Nella fase di progettazione partorisco sempre mille idee e altrettante tecniche per poter realizzare la mia opera, ma anche a seconda del contesto in cui mi trovo, il più delle volte improvviso qualcosa sul momento facendomi guidare dalle sensazioni che catturo in quel momento.

Quale o quali dei molteplici generi con cui ti confronti ti danno più soddisfazione?
Qualcuno ha detto che il cinema fà la corte alla pittura e viceversa, penso sia verissimo. Attualmente la produzione di video è la cosa che mi entusiasma più di tutte, credo che il dare vita a un’immagine statica, avendo maturato un proprio stile, sia sempre il passo successivo per molti  autori o disegnatori.

Esegui anche lavori su commissione?
E altrimenti come farei a vivere?

A te che la vivi dall’interno come appare la situazione della street art in Italia? Per poter emergere è necessario superare le Alpi? (vedi il caso di Blu)
Si credo che ci sia proprio bisogno di superare le Alpi, ma quelle della propria mente. Un artista come Blu, che ho avuto il piacere di conoscere, ha semplicemente compreso quello che sta alla base dell’espressione artistica  e cioè: continuare a creare e a produrre quello in cui si crede veramente, con uno spirito di  passione e costanza, dopodiché solo il tempo e la pazienza portano i frutti maturi. Molti dei personaggi attuali noti nel mondo della street-art sono anni che coltivano il loro orticello.

Ritieni che sia dato sufficiente spazio agli artisti nei canali istituzionali? Come ritieni che si possano superare i limiti dell’arte ufficiale?
Mi sembra che qui in Italia l’artista sia istituzionalizzato soltanto quando scende al compromesso del lavoro commissionato, e mai invece quando  porta uno stile o un carattere innovativo che si sdradica dai canoni del già visto. Secondo me l’arte, quando è ufficiale, ha già perso un bel po’ della sua forza e originalità, l’arte o è rivoluzionaria oppure non esiste. Guardando al passato ci sono troppi artisti che sono stati ufficializzati solo dopo la loro morte, questo vuol dire che l’arte e’ sempre in anticipo, quindi quando è autentica è molto difficile che si ufficializzi subito.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Al momento ho in cantiere un corto animato in stop-motion, una mostra di illustrazioni e nell’immediato portare il mio cane a fare la sua passeggiatina.