ottobre 2009


Altrove

Altrove è il nome dell’evento con cui l’Angelo Mai risorge dalle ceneri a 3 anni dallo sgombero ed è altrove che tutto ciò avviene, precisamente nel parco di San Sebastiano alle Terme di Caracalla, in uno spazio progettato dallo Studio Romolo Ottaviani e ancora in progress, perchè aperto alla collaborazione di quanti vorranno contribuire alla sua crescita, agli artisti che lo trasformeranno in opera d’arte.

I laboratori artistici che prenderanno vita all’interno dell’Angelo Mai saranno incentrati di volta in volta su un tema diverso, che sarà nucleo di riflessione e colonna portante di performances, spettacoli, opere, concerti: “laboratori che alle città militarizzate, alla socializzazione via internet nella solitudine d’appartamento, all’intolleranza razziale, alla violenza omofoba e sessista rispondono accesi dalla passione per la differenza.” Si parte, dunque, con il tema dell’Altrove, che richiama il mondo circense, girovago e nomade per antonomasia, il mondo dei vecchi piccoli circhi che si spostavano di quartiere in quartiere e poi di città in città e che, nel loro essere universi autonomi, permettevano di osservare la realtà come attraverso una lente di ingrandimento.

La dimensione onirica del circo, le pareti sottili del suo tendone, i suoi protagonisti eccentrici e misteriosi, il suo quasi azzerato senso di proprietà privata e il conseguente senso di condivisione e comunità costituiscono lo spirito di CIRC(O), opera site specific ed evento inaugurale del nuovo Angelo Mai, che avrà luogo il 29, 30, 31 ottobre e il 1 novembre alle ore 20 (prenotazione obbligatoria al numero 329 4481358).

Protagonista il Collettivo Angelo Mai,  Orchestra mobile di canzoni e musicisti e Hôtel de la lune: un’orchestra suonerà senza amplificazione, qualche lampada, qualche candela e naturalmente gli spettatori, che potranno prendere una sedia ed accomodarsi per assistere a questa “-prova d’orchestra- in cui dodici musicisti cercheranno di raccontare attraverso la loro musica la condizione che li rende oggi simili ai funamboli e alle altre figure di artisti che accendevano la fantasia del pubblico con le loro storie e le loro abilità”.

Dalle 22, per tutte le quattro le serate, “altrove/opening party”, con concerti e dj set. Si prosegue poi il 3 e il 4 novembre in via Salaria 665 con l’installazione LA STANZA BIANCA – Landscape VII di Hôtel de la Lune, secondo capitolo del progetto Altrove.

Fabrizio Dell'Arno - Do ut des

Al Pigneto, uno dei quartieri che negli ultimi anni sta, a torto o a ragione, riscuotendo consensi nell’ambiente artistico-culturale della capitale, ospitando studi di artisti e spazi espositivi, è nato da qualche giorno Whitecubealpigneto, dal nome impegnativo, internazionale (e poco originale) che riprende la tradizione anglossassone del “cubo bianco” come spazio che, in virtù della sua essenzialità, neutralità e verginità formale, si offre al dispiegarsi dell’idea artistica.

Ospitato negli ambienti dell’Associazione culturale La Stellina, in via Braccio da Montone 93, Whitecubealpigneto segue quale linea guida proprio l’Idea, con la lettera maiuscola, il percorso filosofico-spirituale su cui si baseranno anche i lavori degli artisti chiamati ad esporre. Ad inaugurare la stagione e lo spazio, dunque, Fabrizio Dell’Arno, pittore e scenografo brasiliano nato nel 1977, laureato in pubblicità e comunicazione, con un’esperienza come docente di storia dell’arte e pittura e un master in scultura conseguito a Roma presso la Rome University of Fine Arts, dove tutt’ora lavora come assistente.

La mostra al Pigneto, “do ut des”, visitabile fino al 20 novembre, richiama nel titolo la triste realtà del traffico di organi, realtà radicata nel paese natale di dell’Arno e che ha dato modo all’artista di riflettere sulla necessità, da parte dell’uomo, di instaurare e nutrire scambi (di ogni genere) per poter vivere in questo -reo- mondo.

Inaugura Domenica 1 Novembre al Rising Love la nuova personale di Francesco Bancheri, uno dei pionieri della nostra rubrica Vis-à-vis (#2), coraggioso artista che si è sottoposto al nostro interrogatorio!!!

Sarà esposta la sua ultima produzione artistica in cui protagonista indiscussa è la figura femminile, la sua gestualità e la seduzione ad essa legata, espressa attraverso l’uso di  tecniche diverse, dal collage, alla manipolazione fotografica, ai toni monocromatici, il tutto su tela.

L’esposizione si inserisce nell’evento culturale AppARTE, in cui musica ed arte si incontrano per movimentare le serate romane e, in particolare del noto quartiere Testaccio, in collaborazione con l’associazione culturale KAMAFA’.

L’appuntamento di AppArte inizia alle 20 e 30, subito dopo il cineforum organizzato dagli studenti dell’Università degli studi Roma Tre e EFN, con una serie di incontri, conditi da un gustoso aperitivo, per mostrare al pubblico della capitale la ricerca dei giovani e già affermati rappresentanti della nuova scena artistica nazionale e internazionale. Dalla pittura alla video arte, dalla fotografia alle installazioni, una proposta artistica che spazia dalle forme più tradizionali a quelle più all’avanguardia. Un momento dedicato all’arte indipendente ed alternativa e alla musica live.

Domenica 1 Novembre: un appuntamento a cui non mancare per gustare OTTIMA ARTE ed ottima musica.

Fino al 7 Novembre.

Capozzi2

Ha inaugurato ieri l’interessante personale del giovane artista Gianluca Capozzi, Frame Store, nella nuova sede milanese della galleria Artra.

Le tele, a volte visionarie, a volte  ironicamente realistiche riflettono vite fittizzie, create su bugie mediatiche dietro le quali spesso ci si rifugia per vivere quella Second Life molto lontana dal nostro quotidiano, tutta lustrata a festa e curata nel minimo dettaglio.

Come si legge nel comunicato stampa “nelle sue esplorazioni attraverso i meandri di Second Life, Gianluca Capozzi intercetta frammenti di storie e le ricombina in un puzzle di schegge visive: cosi’ facendo, egli tritura l’attimo e lo converte in un’immagine che esplode e prolifera dall’interno, svelando inediti orizzonti di senso. Alla monotonia dei pixel si sostituisce l’imprevedibilità di pennellate che dissociano l’ordine del discorso e spiazzano le aspettative di significato.  Frame e’, letteralmente, il telaio, entro la cui cornice si imprigiona il respiro dell’attimo nell’immagine bloccata“.

L’esposizione, curata da Alberto Mugnaini, è visitabile fino al 25 Novembre.

via | Undo

PacilioHa inaugurato ieri Il drago nel corpo, mostra personale della giovane artista Lara Pacilio, presso la sede romana della Galleria Contemporanea.

L’artista presenta un’interessante selezione di opere della sua ultima produzione in cui protagonista assoluta è la donna contornata ed accompagnata da piccole figurine maschili, molto più simili a mostriciattoli in stile manga, dalle più svariate espressioni e pose.

D’eccezione  il commento critico affidato al regista Fabio Segatori il quale definisce  così il lavoro della Pacilio “carnale, sfrontato, potentemente femminile. Lontano dal perbenismo e dalla futilità di molte giovani proposte, le sue visioni sono scatenate, viscerali, emancipate. Nel rappresentare le sue donne non sceglie pose plastiche, eleganti o grafiche. Non aderisce ai modelli di TV e pubblicità, ma ritrae il corpo femminile com’è nella vita, con un nuovo e più consapevole iperrealismo. Meno gridato. Più doloroso e vero“.

Le opere sono visionabili nella sede di Vicolo Sugarelli 6, fino al 4 Dicembre dal martedì al venerdì 16:00-20:00, il sabato su appuntamento.

NigredoIn questo periodo sembra dilagare uno spassionato amore per l’alchimia e la teorizzazione delle 4 fasi del sistema alchemico…e se ieri si parlava del quarto stadio oggi ad essere protagonista è il primo, la Nigredo, la fase in cui, la materia si dissolve aprendosi al cambiamento e paragonabile, secondo Jung, all’incontro della coscienza con l’inconscio.

Nigredo è, per l’appunto, il titolo scelto per un  interessante group show che ha visto animare le sale della  Ex Lavanderia (Piazza Santa Maria della Pietà 5, Roma),  esposizione nata da un’idea di Barbara Collevecchio in collaborazione con Micol di Veroli e Lori Adragna e che partendo proprio da questo significato mistico, hanno commissionato opere esclusive per l’evento a 30 esponenti del panorama artistico nazionale ed internazionale, spaziando dalla pittura alla scultura, alla videoarte, all’installazione, alla fotografia.

Come si legge nel comunicato stampa “L’arte è per sua natura un’alchimia creativa, un processo di trasformazione della materia e dell’immagine mediante una struttura di simboli poiché l’essere umano è un animale simbolico.La Nigredo dell’arte è il punto d’inizio di una nuova materia immaginifica, di una nuova forma che si apre alla ricerca dell’opera perfetta, vera pietra filosofale di ogni istinto creativo“.

Il progetto è patrocinato dall’Assessorato alla cultura del Comune di Roma e vede tra i suoi media partners la rivista Drome Magazine.

Artisti intervenuti: Adalberto Abbate, Barbara Agreste, Andreco, Matteo Basilè, Angelo Bellobono, Zaelia Bishop, Umberto Chiodi, Laura Cionci, Pierluigi Febbraio, Massimo Festi, Octavio Floreal, Tommaso Garavini, Tiziano Lucci, Federico Lupo, Jara Marzulli, Masbedo, Elena Monzo, Serena Nono, Davide Orlandi Dormino, Max Papeschi, Paola Parlato, Guido Pecci, Gabriele Pellegrini, Francesca Pennini, Cristiano Pintaldi, Marco Rea, Francesco Sambo, Silvia Serenari, Fernanda Veron, Fiorenzo Zaffina.

Fino all’1 Novembre.

DCG - RubedoLa Dorothy Circus Gallery di Roma ospiterà nei suoi spazi di via Nuoro, a partire dal prossimo 31 ottobre e fino al 16 gennaio 2010, la mostra “Rubedo”, con opere di David Stoupakis e Silvia Idili appositamente create per l’occasione e dominate dal colore rosso sangue, come sinonimo di impulso vitale e fusione tra spirito e materia.

“Nello stadio dell’albedo, non si è vivi nel vero senso della parola. E’ una sorta di stato astratto, ideale. Allo scopo di renderlo vivo, necessita di ‘sangue’, necessita di ciò che gli alchimisti chiamavano la rubedo, il ‘rosseggiare’ della vita.” Con queste parole Jung traduce in psicanalisi il quarto stadio del sistema alchemico, riportando la terminologia adottata dagli alchimisti tra 15° e 16° secolo per indicare un percorso di purificazione e scoperta della propria, autentica natura.

Dopo la nigredo, l’albedo e la citrinitas, il quarto stadio, la rubedo, rappresenta il raggiungimento di questa consapevolezza, il gradino più alto di un cammino volto alla pienezza perfetta, un traguardo che necessita del sangue inteso non in senso cruento o negativo ma, al contrario, come sinonimo di vita e come protagonista di un “pulsante carnevale noir”, quello che la Dorothy Circus Gallery, David Stoupakis e Ilaria Idili mettono in scena.

A partire dal 30 ottobre sarà possibile visionare, sul sito della galleria, un’anteprima delle opere in mostra. Importante annotazione: in occasione dell’opening non dimenticate di indossare un abbigliamento di colore rosso, naturalmente.


INKubi_locandinaPer introdurre Stefano Tedeschi riduco al minimo la fatica e lascio che sia lui a presentarsi, riportando la sua “piccola biografia”: “Stefano, Waldo, Friederich, Zuberbueler, Tedeschi nasce anni addietro ad Ascoli Piceno in provincia di Ascoli Piceno. Dovete sapere che il piccolino disegna fin da quando gli spuntò dalla manina il pollice opponibile (cioè circa dall’età di 6 anni). Si può dire che il fumetto è parte integrante della sua vita: pensate che il suo tris tris tris bisavolo era una matita. Ha un tatuaggio sull’alluce del piede destro che rappresenta un pollice di una mano sinistra. Ama la pizza e i fiori.”

Detto questo, passo all’evento che lo vedrà protagonista da domani 16 ottobre fino al 1° novembre, negli spazi di Fusolab, in via Giorgio Pitacco 29 a Roma. “INKubi: ovvero come incùbo l’ìncubo” è il gioco di parole che Stefano Tedeschi ha scelto per presentare al mondo 6 storie a fumetti inedite e composte da un totale di più di 30 tavole.

Le forme di Stefano sono tratte da un universo onirico non inteso però in chiave psicanalitica, ovvero senza la pretesa di rendere logico ciò che non lo è. L’incubo dà semplicemente concretezza all’ispirazione, tendenzialmente letteraria, che sta alla base di questi fumetti e, una volta incubato (da qui il sottotitolo dell’evento), viene tradotto in un linguaggio diverso e dotato di una sua propria logica, fatta di penne, pennarelli e acquerelli. “INKubi” è anche su Facebook. Accorrete!

Cristina Spanò

Tornando ancora una volta indietro di qualche mese, a giugno per la precisione, e alla 5° edizione di Crack! Fumetti Dirompenti, oggi conosciamo un po’ meglio Cristina Spanò e il suo lavoro, che spazia dall’illustrazione alla fotografia, passando per il fumetto e la grafica. Noi l’abbiamo incontrata virtualmente e le abbiamo posto, come avviene di consueto per la rubrica Vis-à-vis, una serie di domande. Cristina è anche su Myspace e su Flickr. Buona lettura e buona visione!

Chi è Cristina Spanò? Dove e quando è nata?
Dunque, sono stata partorita nel freddo inverno dell’85 a Roma da padre romano e madre tunisina. Malgrado un indiscusso ritardo mentale, evidentemente causato dal gelo, sviluppo qualche dote creativa come ad esempio il disegno e decido di svilupparlo. Oltre a queste doti ho anche uno spiccato istinto suicida a cercare un mondo migliore, anche se ora che ho visto il sito per candidare Berlusconi al Nobel per la pace mi sto ricredendo quindi a breve penso di togliermi la vita.

Qual è stata la tua formazione e come ti sei avvicinata alla grafica e all’illustrazione?
Ho sempre disegnato fin da piccola e il fumetto l’ho sempre amato (questo istinto suicida permane in ogni mia scelta, incredibile). Il tutto però è diventato più concreto quando sono andata a fare l’università all’ISIA di Urbino, che per chi non la conoscesse è una scuola di progettazione grafica e comunicazione visiva. È là che in un certo senso ho avuto modo di avvicinarmi a molte forme di comunicazione visiva, come la fotografia e la grafica, che prima non avrei per niente valutato, grazie soprattutto alla presenza di compagni appassionati e a continui scambi di sapere, voglia di fare e creatività.

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ArtGallery

Iniziativa interessante quella proposta da Ilaria Centola e Francesco Gattuso presso gli spazi, infiniti direi, dell’East End Studios di Milano; proposta che vede andare in scena una art fair composta da giovani gallerie, più o meno note, che propongono al pubblico young artists a prezzi modici. Un modo per dare la possibilità ad un pubblico più vasto di conoscere ed apprezzare il panorama contemporaneo, aumentando anche le chance di vendita tra i nuovi collezzionisti in erba.

StEP09 non è però la solita fiera d’arte, mercificazione creativa e fiore all’occhiello da esibire, ma è, anzi, una valida alternativa al canale principale, unendo all’arte anche musica e performance, proponendo, così, un evento ricco di momenti interessanti, fluido e dinamico in cui è possibile interagire con l’ambiente circostante e non rimanere solo ed esclusivamente uno spettatore in disparte.

30 le gallerie presenti e molti gli eventi in programma.

StEP09 inaugura venerdì 9 Ottobre dalle 18:00 e resterà aperta fino all’11Ottobre.

Per costi d’ingresso, orari e calendario appuntamenti visitate il sito della manifestazione cliccando qui.

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