novembre 2009


“Too many words” è il titolo della personale di Chris Rain, 25enne romano, presso Sinergy Art Studio in via di Porta Labicana 27, nel quartiere San Lorenzo a Roma.

La mostra, curata da Flavia Montecchi e Dora Coscarelli e visitabile fino all’8 dicembre, getta uno sguardo sul lavoro di Chris Rain che, attraverso la sovrapposizione di più negativi, crea nelle sue fotografie situazioni improbabili abitate da donne e animali, creature immaginarie calate in contesti surreali che durano il tempo di uno scatto per poi svanire, come i sogni che finiscono al mattino.

Sono cupe e vagamente angosciose le foto di Chris Rain, tutte analogiche e in bianco/nero, pensate con attenzione e rese in maniera tale da far sembrare tutto assurdamente possibile, così da provocare un cortocircuito nella nostra percezione dell’immagine e della sua realtà irreale.

IRRUZIONE PUBBLICA, con questo titolo imponente fa capolino una nuova manifetsazione culturale, il Festival di Teatro e Arti Visive organizzata dal Teatro Kismet di Bari.

Nata dalla volontà di creare un dialogo tra teatro ed arti visive, propone una tre giorni intensa e piena di appuntamenti interessanti e stimolanti che evidenziano la creatività di una regione in continuo sviluppo, come è la Puglia, e della costante attenzione che questa regione presta ai giovani protagonisti del contemporaneo.

Le compagnie Fibre Parallele e Reggimento Carri hanno  curato la parte dedicata al teatro mentre i collettivi Radice Quadrata e Nodo la sezione arte, creando un rapporto aperto tra discipline affini e simbiotiche perchè in un teatro c’è bisogno che  “arrivi una corrente, un movimento, un flusso di molte, tante persone, di comitive, di crew, di band: un gruppo o tanti gruppi di persone. Una fiumana in piena che piena travolga i muri e accarezzi l’epidermide”.

Dal 27 al 29 Novembre ce ne è per tutti i gusti, performance, inedite pièce teatrali, incontri con giovani artisti ed attori, dibatti, dj/vj set e una laboratorio di scrittura critica a cura di Graziano Graziani completamente gratuito.

Ingresso 1 giorno 7 euro/3 giorni 15 euro

Ho conosciuto i ragazzi del Collettivo WSP grazie ad una loro email, giunta nella posta di Art Rehab qualche giorno fa. E con piacere mi trovo a parlare di loro, della loro associazione e della mostra che li vede protagonisti in questi giorni. Ma andiamo con ordine.

Il Collettivo WSP nasce un paio di anni fa ma solo lo scorso 23 settembre assume la forma e la struttura dell’associazione, grazie alla passione comune di un gruppo di giovani fotografi freelance provenienti da due diverse scuole romane, Officine Fotografiche e CSF Adams, attive soprattutto nel settore della fotografia di reportage e di attualità.

Tutti i membri dell’associazione (Giuseppe Chiantera, Lucia Perrotta, Alessandro Serranò, David Scerrati, Daniela Silvestri, Massimiliano Tempesta, Gianpietro Zirottu) condividono la passione per la fotografia intesa come strumento di espressione e conoscenza.

Gli stili dei membri del collettivo sono naturalmente diversi, dettati da visioni personali e scelte individuali cui sottende però un progetto comune che vede la fotografia come veicolo di cooperazione culturale, integrazione, scambio.

Con questo spirito, il Collettivo WSP ha organizzato la sua “CollettivA”, in collaborazione con Oblomov Pigneto, per mostrare al pubblico il lavoro dell’associazione e per dare anticipazioni su quello che è in programma. L’esposizione sarà aperta fino al 9 dicembre.

(altro…)

“Chi è fuori è dentro, chi è dentro è fuori” è l’ironico titolo della prima personale di Pasquale Di Donato, nato nel 1982 a Milano, dove vive e lavora, ed inaugurata ieri 18 novembre. Per il suo debutto negli spazi di Allegra Ravizza Art Project a Milano, l’artista presenta una serie di lavori, sculture e installazioni, che affrontano in maniera pungente il tema del confine e del limite tra esterno e interno.

Nel corso della mostra può capitare “di imbattersi in Nuvole vere, case finte, balconi rovesciati, piccole porte curiose, un Uomo Invisibile, Gabbie di libertà e ritratti di fiato”, creando così nello spettatore corto-circuiti sensoriali legati alla difficoltà di percepire con esattezza la sottile linea divisoria tra gli spazi.

Le opere di Pasquale Di Donato fanno sorridere e riflettere, perchè sembrano mettere in forse ciò che sembra un dato di fatto, le nostre certezze, il nostro quotidiano vivere e rapportarci con la realtà. In questo universo tutto si capovolge e muta di senso e lo stesso individuo finisce per dubitare della propria identità e del proprio posto tra le cose, nel mondo. E voi, siete dentro o fuori?

Lo frequentavano gli artisti, su tutti Lucio Fontana e Piero Manzoni, letterati come Nanni Balestrini, poeti, come Salvatore Quasimodo e Giuseppe Ungaretti, e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Sto parlando del bar Jamaica, storico caffè di Milano, nato nel 1921 e noto appunto come Caffè degli Artisti, data anche la vicinanza con l’Accademia di belle arti di Brera.

E’ in questo contesto così carico di storia e che immagino ancora impregnato delle riflessioni, dei pensieri, delle divagazioni e dei dibattiti tra i protagonisti dell’arte italiana del passato, che aprirà i battenti tra poco più di un’ora, alle 18.30, la mostra di Francesco Di Luca, nato nel 1979 e diplomato proprio a Brera, che al Bar Jamaica presenta una decina di opere, piccole lamiere di ferro saldate e smaltate che riportano in vita una città, in particolare Milano, che sembra non esistere più.

La riflessione di Francesco Di Luca riguarda la perdita d’identità dell’uomo moderno, la sua tendenza a spogliarsi dell’essenza per crogiolarsi nell’apparenza e nella superficialità, maschera e corazza di inquietudini e fragilità. I dipinti-sculture realizzati dall’artista sono simili a vecchie foto o a schizzi, ritrovati accartocciati in un cestino o in fondo ad una tasca, simboli della memoria di una città scomparsa sotto i colpi della contemporaneità e della frenesia urbana.

Così Stefano Bianchi, curatore della mostra, afferma: “Riprende a soffiare il respiro della vita quotidiana, nell’impeccabile architettura di queste immagini velate di antiruggine per mantenere in luce le parti ferrose”. Gli uomini e le donne non contaminano questi scenari, queste prospettive cittadine, ma attendono piuttosto di riconquistare un corpo nuovo, senza orpelli, dove sull’apparenza l’essere ha la meglio.

Se vi trovate a Milano o nei dintorni, naturalmente vi invito a prendere parte a questo gioco della memoria e della riflessione. Sappiate comunque che potete visitare la mostra fino al 19 dicembre.

A dispetto del maschile singolare, dietro Arturo si nascondono ben cinque donne che rispondono ai nomi di Amalia, Bernadette, Cecilia, Elena e Irene e Arturo è anche lo studio creativo che le riunisce al numero 11 di via dei Piceni nel quartiere San Lorenzo a Roma.

Ma Arturo (che è anche su Myspace) non è solo un luogo, è soprattutto grafica, illustrazione e animazione, è immagine e colore, il tutto declinato in forme varie dettate dai cinque diversi linguaggi che ciascuna delle loro menti e delle loro mani esprime e mette in condivisione con le altre. Niente è uguale a se stesso nel mondo di Arturo, ogni prodotto realizzato è unico e risponde alle esigenze creative delle autrici e ai desideri del cliente.

Accanto al ricco portfolio, fatto di loghi, locandine, illustrazioni, animazioni, biglietti da visita, immagini coordinate, decorazioni, ritratti, incisioni, stampe calcografiche etc, Arturo realizza anche le “sgorbie”, capi d’abbigliamento personalizzati a mano attraverso la tecnica della linoleografia, ovvero incisioni su linoleum che permettono di ottenere tratti sintetici e fortemente espressivi nello stesso tempo. Anche in questo caso si tratta naturalmente di pezzi unici, un po’ come portarsi addosso un’opera d’arte.

Sono sicura che tutto questo vi ha incuriosito, quindi vi invito a visitare “Lustri di lastre”, mostra di incisioni su zinco e rame che Arturo inaugurerà venerdì 20 novembre alle 19.00 presso Fusolab, in via Giorgio Pitacco 29 a Roma, e che potrete visitare fino al 6 dicembre.

locandina corso

E dopo Samantha Marenzi, anche Alessandra Fusi diventa insegnante, con il corso di illustrazione di fiabe che si terrà presso l’Associazione Arte Mediterranea di Aprilia (LT).

Le lezioni verteranno sulle tecniche illustrative e si svolgeranno ogni mercoledì dalle 18.00 alle 20.00. Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 18, quindi manca veramente poco!

Se amate lo stile di Alessandra e siete interessati ad avere maggiori informazioni riguardo i costi e le iscrizioni, potete contattare l’associazione attraverso l’indirizzo  di posta elettronica antonio.dewaure@artemediterranea.org oppure telefonicamente, al numero 347 1748542.

locandina workshop

Samantha Marenzi è una “vecchia” conoscenza di Art Rehab. Abbiamo incontrato la sua arte in occasione del festival indipendente di fotografia Occhirossi e abbiamo poi avuto la fortuna di intervistarla qualche tempo dopo. Torno a parlare di lei oggi per segnalarvi un’iniziativa interessante, ovvero un laboratorio di fotografia tenuto dalla stessa Samantha, strutturato per il momento in due incontri che si terranno presso Ars-Imago in via degli Scipioni 24-26 a Roma. Argomenti fondanti sono le tecniche di base della fotografia analogica e delle pratiche di camera oscura, definite come “il vocabolario di una possibile poesia”.

Il primo workshop, intitolato “Fotogrammi”, si svolgerà sabato 21 novembre dalle 17.00 alle 20.00. Tema centrale sarà la stampa a contatto, primordiale forma di camera oscura, tecnica sperimentata dai protagonisti delle avanguardie storiche che se ne sono serviti per tradurre la fotografia da mezzo di riproduzione della realtà in strumento di espressione del mondo onirico e surreale, con risultati quali fotogrammi, rayogrammi e immagini cinetiche. Teoria, storia e pratica saranno gli ingredienti dell’incontro, che fornirà nozioni circa il comportamento della luce in contatto con corpi opachi o trasparenti, i fenomeni di rifrazione e riflessione, l’annerimento del materiale fotosensibile e l’azione dei chimici, usati in modo convenzionale e non, sui supporti fotografici.

Il secondo incontro, dal titolo “Pinhole. Foro stenopeico” (domenica 22 novembre dalle 10.00 alle 13.00), parte dal principio secondo cui è possibile realizzare immagini fotografiche senza l’uso di lenti ma semplicemente utilizzando, come fosse una macchina fotografica primordiale, una scatola a tenuta di luce in cui è stata praticata una fessura di grandezza proporzionale a quella dell’apparecchio. Il laboratorio prevede un’introduzione tecnica, accompagnata dall’illustrazione dei passaggi necessari alla costruzione di una “pinhole camera”, e infine la realizzazione di piccole immagini fotografiche su pellicola in bianco e nero, ottenute con la tecnica del foro stenopeico.

Per informazioni potete contattare Ars-Imago, via mail all’indirizzo info@ars-imago.com o telefonicamente al numero 338/1112663.

comboL’articolo di oggi, un po’ diverso dal solito, è dedicato alla segnalazione di due siti che con Art Rehab condividono il desiderio di dare visibilità ad artisti emergenti. Italiano il primo, inglese il secondo, iMag e Imaginary Zine sono simili anche nel nome.

IMag è una rivista online e come tale si occupa di arte, cinema, scrittura, musica. Nel nome contiene diverse chiavi interpretative del suo impegno: innanzitutto la centralità dell’Io dell’artista, l’attenzione verso la sua creatività  e verso l’immaginazione che ne è il cuore pulsante. IMag si può scaricare in formato pdf, ma anche leggere online o in versione cartacea, ordinandone una copia. La sezione più consistente del magazine online è quella dedicata alla fotografia, con le categorie: Fotografi contemporanei, Giovani fotografi, Grandi maestri e Notizie.

All’interno del sito c’è poi la sezione Flickr Friends, che raccoglie una selezione dei migliori scatti pubblicati dai membri del gruppo, presente nel famoso social network Flickr, come luogo di confronto e diffusione delle opere. Fondamentale è la partecipazione degli artisti, che possono richiedere un articolo completo contattando iMag ed inviando il materiale più rappresentativo: se considerato interessante questo verrà pubblicato.

Ancora Flickr è al centro di Imaginary Zine, incentrato esclusivamente sulla fotografia con l’intento di mostrare l’opera di fotografi giovani, emergenti e di talento. Ogni pubblicazione è pensata in modo tale da far sì che le diverse immagini si completino a vicenda e costituiscano una sorta di corpus narrativo.

Non c’è limite per ciò che riguarda i soggetti e la selezione avviene, anche in questo caso, sulla base delle submissions, ovvero dei lavori presentati dai fotografi emergenti all’interno del gruppo Flickr, oppure attraverso le email inviate direttamente ai curatori del progetto. Imaginary Zine preferisce temi “romantici” come la nostalgia, la memoria, il sogno, la fantasia o comunque tutto ciò che è legato al tema dell’immaginario, preferisce le foto da pellicola, non ama i dittici e la fotografia di moda.

CartaHa inaugurato da pochi giorni un’interessante collettiva dedicata alla carta dal simbolico  titolo Carta Esaurita un supporto sempre più messo da parte per lasciare troppo spazio a qualcosa di impalpabile ed immateriale, a volte sprecato ed utilizzato in modo erroneo.

L’esposizione curata da Grace Zanotto e Angelo Cruciani presso la Galleria Famiglia Margini di Milano vuole dare nuova vita ad un “supporto sopraffino che l’evoluzione della linfa terrestre genera attraverso le rotative, leggera e resistente memoria, la nobile carta si ricicla di funzione e si reinventa in una concezione d’armonia nuova tra Arte e Vita“.

Artisti esposti: Fabio Inverni, Claudio Onorato, Marco Rea, Francesco Martin, EVELINE, Giulia Degli Alberti ed una speciale opera di Arnaldo Pomodoro.

Fino al 29 Novembre.

Pagina successiva »