“Where’s my crown?” è la domanda senza risposta che dà il titolo alla mostra di Alessandra Rosini, in programma presso la galleria Changing Role di Roma in vicolo del Bollo 13 e che inaugurerà il prossimo 11 dicembre alle ore 18.30, per restare aperta fino al 5 febbraio 2010. L’artista, nata nel 1979, vive e lavora a Roma.

La mostra, curata da Alessandro Facente, è incentrata sui temi dell’ipocondria e della pandemia, sul senso di condivisione delle paure che attanagliano ciascuno di noi quotidianamente e che costituiscono un regno su cui pensiamo di poter dominare ma che in realtà non prevede per noi alcuna corona. Si tratta di paure di vario genere, dalle calamità naturali alla crisi economica, dalle guerre alle influenze del momento, che di fatto finiscono per dominare noi e la nostra psiche.

Tre sono le installazioni in cui è strutturata la mostra. Nel piano di superficie si incontra Cartella clinica, una serie di analisi cliniche raccolte dall’artista tra il 1998 e il 2009, coperte da un film in stile gratta-e-vinci che ne cela il contenuto: l’esperienza personale come prova dell’ipocondria che si prende gioco di noi attraverso l’aspetto ludico del grattare la superficie coprente.

Il secondo lavoro, al piano inferiore, è Hz., un’installazione sonora costituita da un vinile che suona su un giradischi e che viene fatto ripartire di volta in volta dagli spettatori. La traccia di 7’13” è una serie di note stabilita secondo calcoli matematici a cui l’artista attribuisce le cause e il numero delle morti rilevate dalla World Health Organization per il 2001. Anche qui un elemento protettivo, le note, che occultano le morti. Il terzo lavoro, Senza titolo, posto nel secondo piano interrato, è un’installazione video in cui due ragazze respirano contro un vetro. In un caso il vetro si appanna, nell’altro no. Presenza e assenza, vita e morte.

“Dark natural meetings” è il titolo della personale di Lamberto Teotino, che sarà aperta dal 13 marzo alle ore 19 presso la galleria Changing Role di Napoli. Nato nel 1974, Teotino presenta in questa mostra una serie di fotografie di diverso formato e un’installazione che fa confluire nell’invaso centrale dello spazio espositivo uno sciame di mosche libere di volare.

Le opere di Teotino sono il risultato di una ricerca attenta e quasi maniacale, basata su un percorso che, pur partendo dalla presentazione dei tre macrogeneri fotografici del ritratto, del paesaggio e della natura morta, fa poi ritorno sui suoi passi in virtù della convinzione secondo la quale non esistono reali differenze tra i generi. Al contrario ogni singola immagine è autonoma e nello stesso tempo è parte di una rete di rimandi.

Teotino osserva da vicino le superfici, come quelle di eleganti mobili barocchi, ne rende autonomi i dettagli e porta allo scoperto i loro segreti, le voragini della loro pelle che aprendosi immettono in una diversa dimensione spazio-temporale, dal sapore quasi surreale.

Potrete visitare “dark natural meetings” fino al 6 maggio.