flyerDa sabato 30 maggio, con inaugurazione alle ore 19, la galleria Sala 1 di Roma ospiterà la più grande collettiva di fotografia mai organizzata nella capitale. Si tratta di “Fotox1000”, momento conclusivo dell’iniziativa ideata da Francesco Amorosino e che, in analogia con l’VIII edizione di Fotografia – Festival Internazionale di Roma, ha per tema “Le declinazioni della gioia”.

Il numero 1000 del titolo coincide grosso modo con quello degli scatti presentati in mostra da quasi 400 artisti provenienti da oltre 30 paesi del mondo. Sarà possibile vedere, nel classico formato cartolina 10 x 15, opere di artisti internazionali, fotografi di guerra, scultori, pittori ma anche e soprattutto fotografie scatatte da persone comuni.

Durante l’esposizione, che terminerà il 10 giugno, i visitatori potranno portare via una delle foto esposte adottandone così virtualmente l’autore, di cui in questo modo scoprirà l’identità. Su Flickr, inoltre, esiste un gruppo dove chi è registrato al sito può pubblicare la propria foto.

Lino Strangis Inaugura il 30 aprile alle 18.30, presso  Sala 1 Centro Internazionale d’Arte Contemporanea di Roma, la mostra di Lino Strangis “Camping of Metaphorical Processes”, un viaggio attraverso le ricerche più recenti e gli aspetti teorici del lavoro del giovane artista calabrese, nato a Lamezia Terme nel 1981.

In mostra saranno presenti quattro videoinstallazioni realizzate dal 2008 ad oggi, ciascuna accompagnata da musiche composte dall’artista (One Moment, Multy Identity Man, La Città che Sale e Scende, No Gravity Match on the World), tre delle quali allestite all’interno di tende canadesi, insieme ad una serie di stampe e ad una postazione audio. Ciascuna opera è realizzata a partire da stralci di eventi in cui l’artista si è imbattuto e ha deciso di filmare o da “frammenti strappati al cinema e alla televisione”.

I processi metaforici del titolo non sono altro che le elaborazioni a cui l’artista sottopone le visioni di partenza, della durata di pochi secondi. Negli intenti di Strangis non c’è tanto la volontà di “raccontare storie ma creare processi che propongano concetti in forma di metafora”.

La mostra, visitabile fino al 23 maggio, è realizzata in collaborazione con la Galleria Gallerati e con il Mlac di Roma.